Contributi a fondo perduto per interventi di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale
Fino al 30 settembre 2026, i seguenti soggetti possono presentare domanda per il bando Cultura Missione Comune: Comuni, Unioni di Comuni, Comuni in forma associata, Città Metropolitane, Province e Regioni.
Il programma finanzia investimenti per la tutela, conservazione, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale pubblico, realizzati mediante attivazione di un mutuo a tasso fisso da stipulare con ICS – Istituto per il Credito Sportivo o con una banca convenzionata, entro il 31 dicembre 2026.
La misura è destinata a interventi che prevedano la realizzazione di opere, direttamente o tramite contributi agli investimenti finanziati da debito, che non abbiano già beneficiato di precedenti contributi in conto interessi sul medesimo Fondo.
Tipologie di progetti finanziabili
Sono ammissibili interventi relativi al patrimonio culturale (beni culturali e paesaggistici), inclusi beni del demanio culturale, istituti e luoghi della cultura e altre espressioni dell’identità culturale collettiva, tra cui:
- musei, pinacoteche, gallerie e spazi espositivi
- archivi e biblioteche
- aree e parchi archeologici
- complessi monumentali e immobili vincolati
- giardini storici
- teatri, auditorium e sale concerti
- beni mobili e immobili di interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico
Interventi ammissibili
A titolo esemplificativo, sono finanziabili:
- interventi di prevenzione, manutenzione, restauro, protezione, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale, finalizzati a migliorarne la fruizione pubblica
- recupero e restauro di beni culturali
- riqualificazione, ampliamento, attrezzatura e miglioramento funzionale di immobili culturali
- efficientamento energetico e abbattimento delle barriere architettoniche
- messa a norma degli edifici
- interventi di digitalizzazione del patrimonio culturale e/o paesaggistico
Sono inoltre inclusi:
- maggiori spese derivanti da variazioni in aumento dei prezzi dei materiali da costruzione o dal pagamento di riserve dell’appaltatore successivamente al collaudo
- spese per perizie suppletive, adeguamenti normativi o prescrizioni intervenute in fase di approvazione del progetto esecutivo
- copertura di quote di cofinanziamento ridotte da enti concedenti successivamente all’aggiudicazione delle opere
- acquisizione di beni del patrimonio culturale, inclusi: immobili destinati o da destinare a istituti o luoghi della cultura, aree per la realizzazione di immobili culturali, beni culturali mobili o immobili di interesse storico, artistico, archeologico, etnoantropologico, archivistico o bibliografico.
I progetti devono essere almeno di livello definitivo o esecutivo, regolarmente approvati dall’ente richiedente e in possesso di tutte le autorizzazioni necessarie.
Sono ammessi anche interventi parziali (lotti funzionali) all’interno di progetti complessi, purché autonomamente funzionali ed efficienti, indipendentemente dalla realizzazione dell’intero progetto.
Il bene oggetto dell’intervento deve essere: di proprietà del soggetto richiedente, oppure nella sua disponibilità o nella disponibilità di altro ente pubblico o soggetto concessionario/gestore.
Limiti di importo per ente
- Piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti)
fino a 2 milioni di euro complessivi di mutui - Comuni medi (5.001 – 100.000 abitanti non capoluogo), Unioni di Comuni e Comuni associati
fino a 4 milioni di euro complessivi di mutui - Comuni capoluogo, Comuni oltre 100.000 abitanti non capoluogo, Città Metropolitane, Province e Regioni
fino a 6 milioni di euro complessivi di mutuo
Ogni ente può presentare più istanze, ciascuna riferita a un singolo progetto o lotto funzionale.
Il contributo, in considerazione della natura dei beneficiari e delle caratteristiche degli interventi, non configura di norma un aiuto di Stato. Qualora ricorrano le condizioni, l’agevolazione sarà concessa nel rispetto del regime De Minimis o in Esenzione.
La selezione delle domande avviene tramite procedura a sportello.
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