Al via la misura per le Regioni del Centro-Nord Italia
È operativa una delle misure più attese per il rilancio della competitività industriale e logistica nelle regioni del Centro-Nord Italia: il credito d’imposta per le Zone Logistiche Semplificate (ZLS). La misura finanzia investimenti in beni strumentali realizzati tra l’01/01/2026 al 31/12/2028 in strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nelle Zone Logistiche Semplificate già istituite.
Cosa è una ZLS e quali aree sono interessate?
Le ZLS – Zona Logistica Semplificata – è una zona che può essere istituita in regioni individuate dalla normativa europea come “più sviluppata” del Centro-Nord Italia nel numero massimo di una per ciascuna regione, in presenza di un’area portuale con caratteristiche stabilite dalla normativa europea in tema di sviluppo e realizzazione della rete transeuropea dei trasporti (TEN-T) o di un’autorità di sistema portuale.
La ZLS deve includere almeno un’area portuale e può includere anche aree della medesima regione non territorialmente adiacenti all’area portuale inteso come presenza, o potenziale sviluppo, di attività economico-produttive, indicate nel Piano di sviluppo strategico o di adeguate infrastrutture di collegamento tra le aree interessate.
La ZLS è composta da territori quali porti, aree retroportuali, anche di carattere produttivo e aeroportuale, piattaforme logistiche e interporti, e non può comprendere zone residenziali.
Le ZLS già formalmente istituite sono:
- ZLS Porto e Retroporto di Genova;
- ZLS Regione Veneto: Porto di Venezia – Rodigino;
- ZLS Regione Emilia-Romagna;
- ZLS Regione Lombardia;
- ZLS Regione Toscana;
- ZLS Regione Friuli-Venezia Giulia;
- ZLS Porto e Retroporto della Spezia.
Chi sono i beneficiari?
Possono beneficiare del credito d’imposta, tutte le imprese (PMI e GI), indipendentemente dal settore produttivo di appartenenza, nonché dal regime contabile adottato, con sede operativa destinataria dell’investimento nelle porzioni di territorio delle Zone Logistiche Semplificate già istituite che si configurano come zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale del TFUE.
Quali sono le attività finanziate?
Vengono agevolati gli investimenti relativi all’acquisto, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature vari, nonché all’acquisto di terreni e all’acquisizione, alla realizzazione ovvero all’ampliamento di immobili strumentali ed effettivamente utilizzati per l’esercizio dell’attività nella struttura produttiva.
Il valore dei terreni e degli immobili non può superare il 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.
Gli investimenti devono fare parte di un progetto di investimento iniziale e possono essere relativi, anche mediante contratti di locazione finanziaria, a:
- acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZLS;
- acquisto di terreni;
- acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.
Per le Grandi imprese l’investimento deve riferirsi obbligatoriamente a una “nuova attività economica”.
Come funziona e quali sono le scadenze?
L’accesso al beneficio è suddiviso in due fasi.
Fase 1 – Comunicazione prenotazione risorse
- dal 31/03/2026 al 30/05/2026 per spese sostenute/da sostenere 2026;
- dal 31/03/2027 al 30/05/2027 per spese sostenute/da sostenere nel 2027;
- dal 31/03/2028 al 30/05/2028 per spese sostenute/da sostenere 2028.
Fase 2 – Comunicazione integrativa
- dal 31/01/2027 al 17/01/2027 per spese sostenute nel 2026;
- dal 03/01/2028 al 17/01/2028 per spese sostenute nel 2027;
- dal 03/01/2029 al 17/01/2029 per spese sostenute nel 2028.
Tutte le impese che hanno già presentato la comunicazione di prenotazione risorse devono inviare all’AdE una comunicazione integrativa attestante l’avvenuta realizzazione degli investimenti già indicati in fase di prenotazione.
Il limite massimo di spesa, per ciascun progetto d’investimento, indipendentemente dalla dimensione dell’impresa è di 100 milioni di euro. L’investimento minimo deve essere pari a 200.000 euro.
Le aliquote variano in base alla dimensione dell’azienda e alla zona geografica, oscillando generalmente tra il 10% e il 45%. Ad esempio:
– Piccole Imprese: dal 30% al 45%.
– Medie Imprese: dal 20% al 35%.
– Grandi Imprese: dal 10% al 25%.
È previsto un incremento del 5% dell’intensità di aiuto se l’investimento rientra tra quelli contemplati dal Regolamento STEP.
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