Settore
Da negozio a franchising, da franchising a produttore. In pochi anni un piccolo punto vendita di Bubble Tea, nato nella provincia di Lucca, si è trasformato in un player europeo nella produzione e distribuzione di popping boba e, oggi, in BOB, il Bubble Tea ready-to-drink. Un percorso iniziato nel 2017 grazie all’intuizione di Nicolò Ossino e Simone Simonelli, Fondatori e Amministratori Unici di Bobble Bobble: portare in Italia la bevanda taiwanese, colorata e divertente, avvicinandola ai palati occidentali, utilizzando palline di succo di frutta.
Oggi BOB ha una produzione che viaggia 24 ore su 24 e trova spazio in tanta della grande distribuzione europea. Il prossimo anno sarà per la prima volta alla fiera Gulfood di Dubai, per iniziare a mettere piede fuori dall’Europa. È anche grazie al percorso di consulenza continua con Innova Finance che Bobble Bobble si è potuta affermare sul mercato europeo e punta a continuare ad espandersi.
L’inizio
Come nasce Bobble Bobble? Qual è stata l’intuizione iniziale?
L’avventura inizia nel 2017 con l’apertura di un piccolo punto vendita vicino a Lucca. Le code erano così lunghe che, già nei primi mesi, moltissime persone chiedevano se fosse un franchising e se fosse possibile aprire nuovi negozi nelle province vicine.
In poco più di un anno e mezzo i punti vendita diventano oltre 30, da Aosta a Modica. Il modello è semplice: importiamo da Taiwan tutto il necessario per preparare il Bubble Tea e lo forniamo ai nostri affiliati, replicando il format che aveva funzionato a Lucca.
Poi arriva il Covid. I porti si fermano: niente più boba, niente sciroppi, niente materia prima. Ci ritroviamo con punti vendita senza prodotto. Da lì nasce l’idea di autoprodurre le popping boba.
La prima produzione, pensata esclusivamente per il nostro franchising, diventa presto una risposta alla mancanza del prodotto in tutta Europa. E così la produzione fagocita il franchising: possiamo fornire non solo i nostri negozi, ma anche bar, gelaterie, parchi divertimento e tutti gli operatori che fino ad allora si erano fermati davanti alla complessità dell’importazione asiatica.
La cosa veramente anomala è che in quel momento esistono solo tre fabbriche di popping boba al mondo: due a Taiwan e una a Segromigno, vicino Lucca.
Da lì la crescita accelera. Oltre alle boba produciamo sciroppi e tè, fino ad arrivare alla domanda che ci guida ancora oggi: come portare l’esperienza del Bubble Tea ovunque, anche fuori dal negozio?
Nasce così BOB, il nostro brand di Bubble Tea ready-to-drink: un prodotto che combina una parte liquida e una solida all’interno di un contenitore fruibile ovunque, con processi tecnologici complessi e particolari, che nessuno aveva sperimentato in Europa.
Oggi la produzione lavora 24/7 e BOB è presente sugli scaffali della grande distribuzione europea, da Esselunga a Tesco, da Aldi a Lidl.
La nostra è stata finora una crescita giusta, costante e sostenuta: dai poco più di 100 mila euro del 2018 ai circa 5 milioni stimati per il 2025, con un incremento del 20–30% l’anno.
L’idea
Qual è la filosofia che guida Bobble Bobble? Quali valori desiderate trasmettere attraverso i vostri prodotti?
La nostra filosofia parte dai valori del prodotto. BOB è vegan e gluten free, e nasce per essere apprezzato dai bambini e approvato dai genitori. Cerchiamo in qualche modo di ripulire l’immagine del Bubble Tea: da bevanda percepita come artificiale e troppo dolce, a proposta fatta con ingredienti di qualità, estratti di frutta e coloranti naturali, tutto made in Italy. Facciamo un prodotto pop, per chi ama qualcosa di fresco, divertente e giocoso, nella maniera più pulita possibile. Questo approccio riflette anche l’atmosfera interna all’azienda: siamo una realtà giovane, dove si respira un’aria fresca, coerente con ciò che vogliamo portare sul mercato.
La consulenza
Come avete conosciuto Innova Finance? Perché avete scelto di integrare la finanza agevolata nel vostro processo di sviluppo?
Come molti giovani imprenditori abbiamo sempre sentito parlare di finanza agevolata, quindi siamo avvezzi, sin dal primo giorno, all’idea di ricercare aiuti esterni. Avevamo fatto qualche piccola operazione con altri fornitori, ma ci trovavamo sommersi da e-mail e proposte generiche, senza un vero supporto strategico.
Con Innova Finance l’approccio è stato completamente diverso, quasi “al contrario”. Il nostro tutor, preparatissimo, ci “obbliga” – utilizzo questa parola con un’accezione positiva – a trovare un momento ogni mese in cui fermarci, analizzare l’ultimo periodo e pianificare in modo ragionato i passi successivi.
Ci troviamo di fronte al nostro “psicologo aziendale”, per così dire, e parliamo apertamente di possibili investimenti, fiere, macchinari, nuove tecnologie, assunzioni e di tutte le esigenze che possono esserci all’interno di un’azienda. Insieme valutiamo ciascuna idea e troviamo il modo più intelligente e il momento migliore per realizzarla. A volte è meglio rimandare perché di ipotizza che in futuro ci saranno bandi più adatti, a volte si procede subito. Questo metodo di lavoro, così organizzato, ci ha resi molto più consapevoli.
Il servizio si è rivelato realmente strategico: la verità è che con Innova Finance ci siamo trovati davvero bene, ci sentiamo “coperti”.
Quali investimenti avete realizzato grazie ai contributi e alle agevolazioni? In quali ambiti il supporto di Innova Finance è stato più utile?
L’ambito principale è sicuramente tutto ciò che ha a che fare con l’internazionalizzazione del prodotto. Grazie ai bandi gestiti insieme a Innova Finance abbiamo potuto partecipare a fiere, come SIAL a Parigi o Anuga a Colonia, che ci hanno aiutato a costruire l’azienda così com’è oggi. Senza queste occasioni non avremmo raggiunto i volumi odierni.
Accanto a queste iniziative più strutturate, ci sono poi numerosi interventi più piccoli: contributi per macchinari, per marchi e brevetti, per piccoli investimenti con bandi regionali.
L’internazionalizzazione, però, rimane la voce più strategica: presentarsi in fiere “più grandi di noi” è stato possibile proprio grazie alle agevolazioni, e oggi, finalmente, abbiamo raggiunto “un senso anche su questi palchi”.
Grazie ai bandi gestiti insieme a Innova Finance abbiamo potuto partecipare a fiere internazionali che ci hanno aiutato a costruire l’azienda così com’è oggi. Senza queste occasioni non avremmo raggiunto i volumi odierni.

Nicolò Ossino
FounderChe consiglio dareste alle imprese del vostro settore che stanno valutando un percorso di crescita e l’uso della finanza agevolata?
Il primo consiglio è di considerare la finanza agevolata come una leva trasversale, utile a prescindere dal settore. Non è qualcosa che funziona “per noi perché facciamo Bubble Tea”: funziona perché siamo imprenditori.
La differenza la fa soprattutto l’approccio continuativo. Avere un partner che lavora mese dopo mese, invece di seguire un singolo bando in modo spot, garantisce una costanza che da soli non potremmo mai mantenere. Ci sono mesi in cui non si chiude nulla, ma quelli successivi recuperano ampiamente perché il monitoraggio è costante e strutturato.
Stare dietro a bandi, scadenze e normative non è il nostro lavoro. Ed è giusto affidare qualcosa di così delicato a chi lo fa di mestiere. In sintesi, credo che tutte le aziende nel 2025 abbiano bisogno della finanza agevolata, soprattutto in un contesto fiscale come quello italiano.











