#insideinnova

DOMENICO
NELLA

Area R&S

Ci racconti qualcosa di te?

Sono arrivato a Bologna da Potenza nel 2016 per studiare Economia. Poi, a gennaio 2020, è arrivata la mia prima esperienza lavorativa: una collaborazione con uno studio ingegneristico qui a Bologna. Mi hanno inserito nell’ambito della finanza agevolata, tra bandi e progetti di impresa. Sono rimasto lì un paio d’anni, costruendo le basi di quello che oggi è il mio lavoro.

Successivamente ho lavorato come libero professionista per circa due anni: un’esperienza più autonoma, in cui mi sono occupato non solo di bandi, ma anche di supporto agli imprenditori su aspetti commerciali e gestionali.

Nel 2024 ho sentito il bisogno di un passo diverso. Dopo l’esperienza in partita IVA, volevo entrare in una realtà più strutturata, con ruoli chiari e un team con cui confrontarmi ogni giorno. Conoscevo già Innova Finance, un nome solido del territorio e del settore, così ho deciso di candidarmi. Dopo i colloqui, a marzo 2024 sono entrato a far parte del team.

Cercavo una realtà più consolidata, dove poter crescere professionalmente in un contesto organizzato e stimolante — e qui ho trovato esattamente questo.

Quanto c’è di creativo nel tuo lavoro in Ricerca e Sviluppo? Hai spazio per sperimentare, anche in un ambito tecnico come la finanza agevolata?

Faccio parte del macro-team Ricerca e Sviluppo, che si occupa della gestione dei crediti d’imposta per attività di R&S. All’interno di questo, il mio sotto-team — quello “macchinari” — segue la progettazione dei bandi, che sono molto eterogenei tra loro.

Per questo, il livello di creatività nel nostro lavoro è piuttosto variabile: dipende molto dal tipo di bando e dal cliente con cui lavoriamo. Ci sono bandi più amministrativi e burocratici, dove l’attività è più procedurale e meccanica, e altri invece più legati all’innovazione e alle nuove tecnologie, dove emerge di più l’aspetto progettuale e creativo.

In sintesi, sì: lo spazio per la creatività c’è, ma cambia di volta in volta.

Ci fai un esempio concreto di un progetto o di un’attività a cui hai lavorato e che ti ha appassionato particolarmente?

Ho due esempi che mi vengono in mente.

Il primo riguarda un progetto in Emilia-Romagna sull’innovazione delle filiere produttive. Ho presentato questo progetto in ATS — un’Associazione Temporanea di Scopo — tra due aziende molto innovative, di cui una era uno spin-off dell’Università di Modena. Il progetto riguardava lo sviluppo di un prodotto smart medicale, pensato sia per il benessere che per la salute, con funzionalità di rilevazione di parametri vitali. È stato un progetto molto gratificante, soprattutto per il tipo di interlocutori con cui ho collaborato: professionisti altamente competenti e motivati. È stato davvero il racconto di un progetto concreto e strutturato.

Il secondo esempio riguarda un progetto di R&S a Bolzano, per lo sviluppo di una piattaforma dedicata alla logistica e agli spedizionieri. Anche qui si trattava di un’iniziativa molto innovativa, e ho apprezzato moltissimo i referenti con cui ho lavorato.

Al di là del progetto in sé, credo che le persone con cui collabori abbiano un enorme impatto su come vivi e percepisci il lavoro: lavorare con team competenti e motivati rende tutto più stimolante.

Se potessi “brevettare” un nuovo valore aziendale, basato sulla tua esperienza, quale sarebbe?

La curiosità! Restare curiosi è fondamentale per rendere il lavoro più soddisfacente, per continuare a imparare e per capire davvero le persone con cui collaboriamo. È quel mix di ambizione e apertura che mantiene vivo il lavoro e le relazioni professionali.

C’è qualcosa che vorresti raccontarci, ma che non è emerso durante l’intervista?

Sì, credo che ci sia un aspetto fondamentale che non è stato toccato dalle domande precedenti: l’aspetto sociale del lavoro. Il lavoro, come tutti i lavori, ha pro e contro, ma ci sono elementi che possono davvero gratificarci, e secondo me il lato sociale è uno dei più importanti.

Fin dal primo giorno ho trovato un gruppo accogliente. Con tutte le persone del mio team ho instaurato subito un buon rapporto, sia con i miei peer che con i senior, e con la PM Laura Lo Vetere, che ogni giorno dimostra grandi doti di leadership. Ma è stato facile anche entrare in sintonia con persone di altri team. Questo permette di condividere gioie e difficoltà, alleggerendo le tensioni quotidiane. Il nostro lavoro può essere stressante, ma avere qualcuno con cui confrontarsi e sentirsi parte di un gruppo rende tutto più gestibile.

Anche i momenti informali, come una partita di beach volley o un aperitivo da Sofi (ndr. il bar sotto la sede di Bologna) hanno contribuito a rafforzare i legami e a conoscere meglio le colleghe e i colleghi degli altri team. Sono dettagli che fanno la differenza e che rendono l’ambiente di lavoro più piacevole e stimolante.

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