Le principali misure di interesse per le imprese nella Legge di Bilancio 2026
Nella seduta di martedì 30 dicembre, la Camera, con 216 voti a favore, 126 contrari e 3 astenuti, ha approvato in via definitiva il disegno di legge: S. 1689 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2026 e bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028.
Le principali misure contenute nella Legge di bilancio, di interesse per le imprese, sono le seguenti:
IPERAMMORTAMENTO
Si tratta di una deduzione IRES ed IRPEF per le imprese che realizzano investimenti funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale.
La misura agevola investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 strumentali nuovi, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e impianti FER finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo anche a distanza, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
Saranno quindi pubblicati nuovi allegati A e B del piano Industria 4.0 – rinominati Allegati IV e V – che elencheranno in maniera rinnovata i beni materiali e immateriali ammissibili all’agevolazione fiscale (vengono introdotti temi come intelligenza artificiale, sovranità dei dati e sostenibilità) e soprattutto gli acquisti dovranno essere limitati ai soli beni strumentali Made in EU, cioè prodotti in uno degli Stati membri UE o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo.
Per i beni UE e SEE, l’impresa è tenuta a dotarsi di un certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio competente oppure di una dichiarazione di origine resa dal produttore ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante che il bene è stato integralmente ottenuto o ha subito l’ultima trasformazione sostanziale nel territorio dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, conformemente ai criteri di cui all’articolo 60 del Regolamento (UE) n. 952/2013.
La misura non agevolerà l’acquisto di pannelli fotovoltaici lettera a) del “Registro delle tecnologie per il fotovoltaico”, ma soltanto i pannelli più performanti previsti alle lettere b) e c) dello stesso Registro.
La misura inoltre diviene triennale, con durata dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 (senza ulteriori code per la consegna dei beni), ma viene eliminato il sistema delle maggiorazioni “5.0” per gli investimenti in grado di ridurre i consumi energetici e decadono quindi anche le “semplificazioni” in caso di sostituzione di beni obsoleti.
Le quote di ammortamento potranno essere maggiorate del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
Confermata anche la cumulabilità con altri incentivi pubblici, ma solo seguendo il principio di “nettizzazione”.
Per l’attuazione dell’agevolazione occorrerà attendere, entro 30 giorni post approvazione della Legge di bilancio, l’adozione di un apposito decreto interministeriale, che disciplinerà anche il modo in cui trasmettere al GSE comunicazioni e certificazioni relativi agli investimenti agevolabili.
INCREMENTO DI 1,3 MILIARDI DI RISORSE PER MISURE “A FAVORE DELLE IMPRESE”
Queste risorse potranno essere assegnate, per i soli investimenti effettuati prima del 31 dicembre 2025, al credito di imposta Transizione 4.0. Si ipotizza quindi, a seguire, un provvedimento che permetterà di “travasare” i progetti rimasti in coda su Transizione 5.0 all’agevolazione Transizione 4.0.
TRANSIZIONE 5.0 PER GASIVORE-ENERGIVORE
Le imprese rientranti nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica o nell’elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale potranno avere accesso ad un nuovo credito di imposta articolato con le stesse regole di Transizione 5.0, ma previsto per i soli investimenti in beni strumentali 4.0 (non per la parte di impianti ad energia rinnovabile) e senza applicazione del principio DNSH. La dotazione finanziaria della misura è fissata in 10 milioni di euro.
CREDITO ZES UNICA MEZZOGIORNO 2026-2028
Stabilita una dotazione fondi di 2,3 miliardi per il 2026, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, per il credito riferito agli investimenti che saranno effettuati nel triennio 1° gennaio 2026 – 31 dicembre 2028, con estensione anche a quelli realizzati nelle zone in Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027 delle Regioni Marche e Umbria.
CREDITO ZLS 2026-2028
Per le imprese che operano o si insediano nelle Zone Logistiche Semplificate (ZLS) del Centro e Nord Italia il credito di imposta viene esteso al triennio di investimenti che va dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, con una dotazione fondi di 100 milioni l’anno.
INCREMENTO RIPARTI ZES UNICA MEZZOGIORNO 2025
Grazie a 532 milioni aggiuntivi a disposizione della misura, le percentuali di riparto del credito di imposta per gli investimenti effettuati nel 2025 potranno salire dal 60% al 75%, se le imprese ne faranno apposita richiesta, ma solo se non hanno usufruito anche del credito Transizione 5.0. La comunicazione integrativa all’Agenzia delle Entrate dovrà essere effettuata dal 15 aprile al 15 maggio 2026.
L’incremento del riparto – grazie a 133,289 milioni di euro aggiuntivi, varrà anche per gli investimenti 2025 che hanno fruito del Credito ZES UNICA MEZZOGIORNO AGRICOLE 2025, previsto per le PMI agricole forestali e per le grandi imprese agricole.
CREDITO ZES UNICA MEZZOGIORNO AGRICOLE 2026
Il credito di imposta attivo nella ZES Unica Mezzogiorno in favore delle imprese agricole viene prorogato di un anno: anche nel 2026 saranno disponibili 50 milioni di euro per agevolare gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 15 novembre 2026.
Le imprese beneficiarie dovranno prenotare il credito all’Agenzie delle Entrate dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026 e poi presentare una comunicazione integrativa, dal 20 novembre 2026 al 2 dicembre 2026, con l’ammontare delle spese ammissibili effettivamente sostenute.
CREDITO DI IMPOSTA AGRICOLTURA 4.0
È prevista una nuova agevolazione alle imprese della produzione primaria agricola, della pesca e dell’acquacoltura, sotto forma di credito d’imposta pari al 40% e fino a 1 milione di euro, per investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2026 (con consegna possibile fino al 30 giugno 2027) in beni strumentali materiali e immateriali compresi nei “nuovi” Allegati 4.0 (Allegati IV e V citati nell’Iperammortamento).
Questo credito è alternativo all’Iperammortamento e dispone di risorse pari a soli 2,1 milioni di euro.
NUOVA SABATINI
Questa misura storica di sostegno agli investimenti in beni strumentali da parte di micro, piccole e medie imprese viene rifinanziata con 200 milioni nel 2026 e 450 milioni nel 2027.
SOSTEGNO ALL’INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Fondo per la promozione degli scambi ed internazionalizzazione delle imprese è rifinanziato con 100 milioni annui per il triennio 2026-2028.
CONTRATTI DI SVILUPPO
La misura viene rifinanziata, con una autorizzazione di spesa di 250 milioni di euro per il 2027, 50 milioni di euro per il 2028 e 250 milioni di euro per il 2029.
ESONERO CONTRIBUTIVO ZES UNICA MEZZOGIORNO
Viene prorogato l’esonero dedicato alle assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026 nei territori della ZES Unica.
PROROGA PER IL 2026 DEI BONUS EDILIZI (es. sismabonus, ecobonus) con le aliquote agevolate già previste per il 2025.
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