Una decade di credito d’imposta per la ricerca e sviluppo: la certificazione che tutela la qualificazione tecnica dei progetti
Introdotto nel 2013, con il primo esercizio di applicazione due anni dopo, il Credito d’imposta per Ricerca e Sviluppo rappresenta uno strumento strategico con cui l’Italia sostiene gli investimenti delle imprese in innovazione. Nel corso di questa decade, la misura ha subito diverse evoluzioni, adattandosi progressivamente alle esigenze delle aziende e alle linee guida europee.
Dal 2020, con la Legge di Bilancio, il perimetro dell’agevolazione si è ampliato e strutturato in tre categorie distinte: ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica e design. Negli ultimi anni, la normativa si è ulteriormente evoluta attraverso l’introduzione di certificazione e controlli più rigorosi, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza e contrastare utilizzi non conformi.
In questo contesto non è raro che un’azienda, dopo aver fruito del credito d’imposta, si trovi ad affrontare verifiche e contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, con potenziali impatti economici rilevanti.
Per fare chiarezza su questo scenario, Rachele Iannone, Senior Consultant di Innova Finance, risponde ad alcune delle domande più frequenti in materia di Certificazione dei crediti d’imposta R&S, Innovazione tecnologica e Design, lo strumento che tutela la qualificazione tecnica dei progetti in sede di controllo fiscale.
Che cos’è la Certificazione dei crediti d’imposta per R&S, Innovazione Tecnologica e Design?
Si tratta di una certificazione introdotta in tempi relativamente recenti, con la Legge 122/2022. È una certificazione di natura tecnica e qualitativa, prevista dalla normativa come strumento facoltativo che le imprese possono richiedere per ottenere un’attestazione formale sulla corretta qualificazione tecnica dei propri progetti di ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica o design.
Innova Finance è iscritta all’Albo dei certificatori: i nostri esperti ed esperte esaminano nel dettaglio la parte tecnica del progetto e valutano la coerenza delle attività svolte rispetto ai requisiti normativi.
La certificazione può essere richiesta sia per i progetti agevolati con la vecchia normativa del credito d’imposta ricerca e sviluppo, sia per quelli rientranti nella nuova disciplina R&S, Innovazione e Design, a condizione che non siano già in corso contestazioni formalizzate tramite processo verbale.
Per le aziende che ottengono la certificazione, questa rappresenta una forma di tutela preventiva sul piano tecnico: l’impresa potrà comunque essere oggetto di controlli amministrativi, ma il progetto risulterà già validato dal punto di vista tecnico, riducendo in modo significativo il rischio di future contestazioni.
I controlli frequenti dei crediti d’imposta maturati sotto la vecchia normativa
La certificazione ha oggi un ruolo particolarmente importante alla luce dei numerosi controlli avviati dall’Agenzia delle Entrate e sui crediti d’imposta ricerca e sviluppo relativi al periodo 2015–2019. In quella fase storica, infatti, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con valutazioni di natura tecnica, senza un preventivo coinvolgimento dell’allora MISE.
In questo contesto, disporre di una certificazione tecnica qualificata rappresenta uno strumento fondamentale di tutela per le imprese. Proprio per questo motivo, risulta particolarmente importante procedere oggi alla certificazione dei crediti d’imposta maturati sotto la vecchia normativa, che sono attualmente quelli maggiormente esposti al rischio di controlli e contestazioni.
Quali sono gli errori più frequenti che le aziende commettono quando si approcciano ai crediti d’imposta?
Uno degli errori più frequenti è sicuramente la confusione tra attività ordinaria e attività di ricerca e sviluppo. In questi casi, il supporto di un esperto qualificato è fondamentale per analizzare correttamente le attività svolte e fornire un parere tecnico su ciò che è effettivamente ammissibile e ciò che non lo è, riducendo il rischio di errori di valutazione.
Un altro errore rilevante è la mancata predisposizione tempestiva della documentazione di supporto. In passato, trattandosi di un’agevolazione automatica, molte aziende non hanno strutturato una documentazione adeguata, trovandosi poi in difficoltà in caso di controllo.
Infine, oltre alla componente tecnica, viene talvolta sottovalutata anche la sfera amministrativa: è altrettanto importante che l’azienda si affidi a figure competenti anche per la corretta gestione documentale e fiscale dell’agevolazione.
Quali sono le tempistiche per l’ottenimento della certificazione?
Una volta rilasciata, la certificazione viene caricata sulla piattaforma dedicata e trasmessa al MIMIT, che dispone di circa 90 giorni per richiedere eventuali integrazioni.
Se vengono richieste integrazioni, il certificatore ha 15 giorni per fornire le risposte necessarie. Successivamente, il MIMIT ha ulteriori 60 giorni per approvare la certificazione o richiedere ulteriori chiarimenti.
Cosa succede se un’azienda riceve durante questi 90 giorni un processo verbale di contestazione? La certificazione perde validità?
Attualmente, non esiste una risposta normativa chiara. Ciò che si sa è che, il MIMIT comunica all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle certificazioni, quindi l’Agenzia è a conoscenza delle richieste in corso.
Tuttavia, alcune sentenze recenti relative al credito d’imposta R&S hanno indicato che una certificazione in corso durante un processo verbale può avere un peso maggiore rispetto alla contestazione dell’Agenzia delle Entrate.
Un caso di successo
Uno degli incarichi più rilevanti che abbiamo seguito in qualità di certificatori ha riguardato una PMI che ci ha richiesto la valutazione e la certificazione dei propri progetti di ricerca e sviluppo dal 2016 al 2022. Si è trattato di un lavoro particolarmente articolato, anche perché la certificazione è rilasciata per singolo progetto.
Inoltre, l’attività ha richiesto la gestione del passaggio tra due diversi regimi normativi: la prima disciplina, valida dal 2015 al 2019, e la seconda, in vigore dal 2020 in poi. Questo ha comportato un percorso di valutazione tecnica particolarmente approfondito su più annualità e su più progetti.
Il risultato è stato l’ottenimento di 21 certificazioni, tutte confermate dal MIMIT entro le tempistiche previste dalla normativa e senza alcuna richiesta di integrazione. Un traguardo molto significativo, che testimonia l’elevato livello di accuratezza dell’analisi tecnica e della documentazione predisposta.
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