6 milioni per progetti di efficientamento ed economia circolare
La Regione Lombardia ha stanziato 6 milioni di euro per progetti di efficientamento energetico ed economia circolare aventi ad oggetto attività produttive presenti in Lombardia e finalizzati all’ ottimizzazione e all’ammodernamento di: processi produttivi; capacità produttiva; modelli organizzativi e di business; linee di prodotto e di servizi; software e hardware gestionali.
Lo sportello per la presentazione delle domande è aperto fino alle ore 16:00 del 30 settembre 2026 o fino all’esaurimento delle risorse.
Chi sono i beneficiari?
I beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese (MPMI) lombarde appartenenti a tutte le filiere connesse all’edilizia e ai settori complementari, in particolare: imprese di costruzione (opere strutturali, finitura e impiantistica) e produttori/fornitori di materiali e sistemi per l’edilizia che presentino progetti in forma singola o in aggregazione e che svolgono un’attività primaria o secondaria riconducibile ad uno dei codici Ateco afferenti alla filiera dell’edilizia.
Possono presentare domanda anche grandi imprese (GI), Midcap, associazioni di categoria, società consortili, centri di ricerca o università, solamente in aggregazione con una o più MPMI.
Le imprese diverse dalle PMI non possono essere beneficiarie di contributi; le spese che dovessero eventualmente sostenere non saranno ritenute ammissibili, ma sono considerate parte del progetto e tenute in considerazione in sede di valutazione dello stesso.
Sono ammissibili i soli progetti che garantiscono un rapporto tra l’investimento proposto e fatturato delle imprese non superiore al 35%. Sono escluse le imprese operanti nel settore dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca.
Quali sono le attività finanziate e le spese ammissibili?
Come accennato nell’introduzione di questo articolo, il bando finanzia progetti di efficientamento energetico. A titolo esemplificativo, tra le tipologie di progetti ammessi, troviamo:
- interventi finalizzati all’upgrade sostenibile del sistema produttivo dell’impresa;
- innovazione di prodotto (eco-design) e l’applicazione di nuove tecnologie a partire dal recupero dei materiali e una progettazione basata sui concetti di modularità, riuso e riparabilità, riciclabilità e sostenibilità dei materiali;
- transizione delle strategie commerciali dall’acquisto di prodotti alla fruizione di servizi di noleggio e utilizzo in chiave di sostenibilità ambientale o energetica;
- modifiche alle linee produttive al fine di realizzare prodotti con un minor uso di materie prime.
Le spese ammissibili, che devono essere sostenute obbligatoriamente dopo la data di presentazione della domanda, sono le seguenti:
- Macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
- Componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni;
- Filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti;
- Consulenza (servizi specialistici per lo sviluppo di prototipi, check up tecnologici, diagnosi energetiche, carbon footprint e water footprint, environmental footprint, analisi del ciclo di vita del prodotto/servizio – e.g. LCA, studi per la sostituzione dei materiali attualmente utilizzati nei prodotti con materiali circolari, definizione di strategie commerciali, marketing e comunicazione, assistenza per acquisizione di certificazioni, formazione dedicata all’acquisizione di competenze richieste dal progetto sia in fase di implementazione che di attuazione, ecc.) max 25% delle spese;
- Investimenti in attrezzature tecnologiche funzionali all’ ammodernamento (upgrade sostenibile) delle linee produttive e programmi informatici necessari alla realizzazione del progetto;
- Costi di acquisizione delle certificazioni ambientali di processo e di prodotto (es. ISO 14001, EMAS, ECOLABEL, EPD ecc.);
- Servizi e tecnologie per l’ingegnerizzazione di software/hardware e prodotti relativi al progetto;
- Materiali e forniture strumentali alla realizzazione del progetto (inclusi prototipi);
- Spese per la tutela della proprietà industriale;
- Spese generali riconosciute forfettariamente nella misura 7% della somma delle voci di spesa da 1 a 9.
Quanto e come?
| INTENSITÀ DI AIUTO | CONTRIBUTO MASSIMO | |||
|---|---|---|---|---|
| DE MINIMIS | ART. 17 GBER | DE MINIMIS | ART. 17 GBER | |
| IMPRESA SINGOLA | ||||
| PICCOLA | 50% | 20% | € 200.000 | € 200.000 |
| MEDIA | 50% | 10% | € 200.000 | € 200.000 |
| IMPRESE AGGREGATE | ||||
| PICCOLE | 60% | 20% | € 250.000 | € 250.000 |
| MEDIE | 60% | 10% | € 250.000 | € 250.000 |
L’investimento minimo è pari a 35.000 euro.
L’importo massimo del contributo è pari a:
- 200.000 euro per impresa singola;
- 250.000 euro per imprese in aggregazione.
In caso di partecipazione di imprese: in aggregazione il contributo è riconosciuto alle singole imprese che compongono l’aggregazione in relazione ai rispettivi impegni di spesa.
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